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Little Madi, non poi così piccola

17.11.2018

“Little Madi non è una persona qualunque. Illustratrice nel girone della coppia Koralie e Supakitch, osserva ed impara in fretta. Il bianco e nero dominano, la porcellana è il suo supporto preferito e gli animali occupano un posto preponderante nel suo lavoro.
Attualmente, espone a Parigi nel negozio Element, ci ha confidato ad alta voce qualche aspetto della sua vita creativa e approfittato della capitale parigina in inverno.

Hai viaggiato molto, cosa hai imparato?

Una certa libertà e questo ti permette di prendere le distanze sul tuo lavoro e lo status d’artista. È un modo per relativizzare, fare il punto su quel che mi piace e che preferisco. Riflettere alla mia impostazione, è un momento in cui ti rivolgi verso te stessa, scopri altre tecniche, altri modi di fare. A New York, era soprattutto la rapidità della città, la vita, il ritmo frenetico, le possibilità, la libertà e quell’impressione di poter conquistare tutto che è davvero piacevole.

A Bruxelles, regna un’atmosfera bizzarra, di libertà, e se hai un foglio bianco puoi creare di tutto. In Francia, mi sentivo un po’ costretta. Non ho trovato il mio posto. Alle porte aperte di La Cambre, mi sono sentita subito bene. Offrono un’opportunità a tutti e ti lasciano cercare, sbagliare, trovare il tuo stile, esprimerti…

Puoi dirci qualcosa di più su La Cambre?

È una scuola di arti visive. Facevo pittura, serigrafia, e puoi cambiare sezione come ti pare: tipografia, rilegatura… L’impostazione è artigianale, si impara dalla base.

Lo vivo benissimo! (ride). È complicato, ma è la mia passione. A volte, è estenuante perché è H24. Quando sei un artista, pensi continuamente, ti rimetti sempre in discussione… Ma è molto eccitante!

Come gestisci il tuo lavoro personale e gli ordini?

Ho lavorato per Volcom e Nikita, marche che ti danno fiducia. Ti vengono a cercare per il tuo stile e non hai istruzioni precise da rispettare. Propongo delle cose e troviamo un terreno d’intesa, così non mi sento frustrata. È una fortuna potersi esprimere e il risultato mi assomiglia.

Per il mio lavoro sulla porcellana, è un’altra cosa. Le collezioni sono più regolari, lavoro in modo diverso. Ho una clientela che attende quello che realizzo. Non è come il disegno in cui sei libera.

Com’è iniziato il disegno su porcellana?

Frequentavo uno stage a Parigi presso un’agenzia di grafica, non mi piaceva granché, anche se ho imparato molto. Mi sono resa conto che non era quello che volevo fare, allora tornando a casa disegnavo molto. Una sera, mi sono messa a disegnare sui piatti.

A partire da quel momento, ho voluto sapere come far tenere l’inchiostro e mi sono rivolta verso la porcellana di Limoges. Ho avuto un colpo di fulmine per questa materia. Materia nobile, fine e delicata, l’arte della tavola è stata una rivelazione. Ho lavorato con il Rotring e l’inchiostro di china e ha funzionato.

È l’identità francese nel tuo lavoro!

Direi di sì, molto, e cerco di conservarla, non voglio perdere il controllo.

Cosa significa perdere il controllo? Andare in Cina per fare 500 tazze, ad esempio. Non m’interessa. Mi piace il disegno su carta e riprodurlo sulla porcellana. Cuocio ed è fatto. Il filo della creazione mi appartiene dall’inizio alla fine. Per la porcellana, realizzo disegni specifici, delle collezioni. C’è una differenza tra un disegno originale e una tazza di porcellana. Cerco di separare le pratiche, ho uno stile leggermente diverso secondo i supporti che utilizzo.

E hai fatto uno stage con Koralie & Supakitch…

È stato il sogno della mia vita! Conoscevo il loro lavoro, soprattutto quello di Koralie e lo stage si è svolto a New York. Quando sono arrivata, ci siamo intesi immediatamente sul modo di lavorare. Ho vissuto al loro ritmo, molto stressante, ma anche molto eccitante. Hanno sempre un sacco di progetti: affreschi, abbigliamento.. È stato molto ricco e una rivelazione. Mi sono detta che dovevo lanciarmi. Da allora, non ci siamo mai separati veramente, mi incoraggiano, è una fonte d’ispirazione. Hanno un’energia incredibile e sono molto appassionati. Comunicano questa passione e si realizzano in quello che fanno. E quando Guillaume [Supakitch – n.d.r.] si mette al tatuaggio, è fortissimo, gli piace, il tratto è giusto e si diverte moltissimo.

Fai anche tu del tatuaggio?

Imparo, ma è difficile, ho qualche cavia, amici fedeli… che mi prestano la loro pelle!

Hai collaborato con Fafi e Koralie, c’è una solidarietà tra le ragazze dell’illustrazione?

Sembrerebbe di sì. La street art al femminile è sviluppata in Francia e Koralie mi fa un po’ da sorella maggiore. Ho incontrato Fafi a Amsterdam, durante un muro per Grolshc e subito mi ha preso sotto la sua protezione. C’è la voglia di trasmettere le conoscenze, mi ha spiegato subito come lavorano, come si fa un muro. Koralie è stata intronizzata da Fafi 15 anni fa, spesso hanno dipinto insieme.

Sei presente sui social, è inevitabile per un’artista del tuo calibro?

Non è la mia attività preferita, ma è necessario, soprattutto Instagram, che è un buon supporto. Hai il feedback della gente segue il tuo lavoro e con chi puoi scambiare. Trovo che sia piacevole. Ed è importante, perché la gente ti deve anche trovare rapidamente.

Per concludere, provi un’attrazione particolare per gli animali… È semplice, mi piace disegnare la consistenza dei peli e delle piume (ride), sono sensazioni di disegno ed è con il Rotring che ho scoperto che mi piaceva molto disegnare questo genere di soggetti. È molto sottile e minuzioso e ho potuto concentrarmi sulle trame e i dettagli. È un motivo che torna spesso… In questo momento, disegno leoni e tigri!”

https://vimeo.com/117510009
https://www.instagram.com/little__madi/?hl=fr

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